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Oasi del Simeto

Riserva Naturale Orientata “OASI DEL SIMETO”


INFO
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• Informazioni per le visite

Informazioni per le visite I sentieri e il Centro Polifunzionale "Torre Allegra" sono percorribili e fruibili tutti i giorni dall'alba al tramonto.

Come raggiungere la riservaCOME RAGGIUNGERE IL CENTRO POLIFUNZIONALE DELLA RISERVA
Da Catania percorrendo la Strada Statale 114 per Siracusa, prima del ponte "Primosole" sul Fiume Simeto, al km 108, a sinistra vi è il cancello di ingresso con attiguo parcheggio, dove è possibile lasciare l'auto e da dove iniziano i percorsi, di cui uno arriva al Centro Polifunzionale "Torre Allegra", riferimento dell'area protetta. Le coordinate sono 37.415472, 15.073194 E  » Vai alla mappa

• Come raggiungere la riserva

Come raggiungere la riserva Da Catania percorrendo la Strada Statale 114 per Siracusa, prima del ponte "Primosole" sul Fiume Simeto, al km 108, a sinistra vi è il cancello di ingresso con attiguo parcheggio, dove è possibile lasciare l'auto e da dove iniziano i percorsi, di cui uno arriva al Centro Polifunzionale "Torre Allegra", riferimento dell'area protetta. Le coordinate sono 37° 24' 55.7'' N - 15° 04' 23.5'' E

Video

Pollo Sultano... un capolavoro ritrovato
Storia della reintroduzione in Sicilia
Produzione: Provincia Regionale di Catania

Riserva Naturale Orientata "Oasi del Simeto "
da: Acqua, Terra e Fuoco, viaggio nella terra del mito
Produzione: Provincia Regionale di Catania

La costiera del catanese e la riserva naturale "Oasi del Simeto" - Linea Blu del 24.10.2020

La costiera del catanese e la riserva naturale "Oasi del Simeto"
Produzione: Linea Blu del 24.10.2020

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Novità - R.N.O. OASI SIMETO

Ricerca:


1 - lunedì 3 ottobre 2022 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

La riserva naturale orientata Oasi del Simeto su linea Verde start di sabato 1 ottobre Rai 1

raiplay.it - Linea Verde - Start - Sabato 01 ottobre 2022



linea Verde start di sabato 3 settembre Rai 1


Produzione: RAI 1 - START- LINEA VERDE del 01/10/2022

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2 - sabato 17 settembre 2022 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

Giornata di fuoco all'Oasi del Simeto

Alimentati da un forte vento di libeccio e favoriti dalle alte temperature diversi roghi hanno interessato buona parte dell'area protetta rasentando in qualche caso le aree abitate del villaggio Jonio.
L’intervento di mezzi della Forestale e dei Vigili del Fuoco da terra e dall’aria ha fortunatamente evitato danni alle persone, solo alcuni intossicati dal fumo prontamente soccorsi ed atri evacuati per lo scoppio di alcune bombole di gas.
Il Dott. Gaetano Torrisi, direttore della riserva, denuncia l’ennesimo sfregio ad aree di notevole valore naturalistico, dove in delicati habitat vivono numerose specie di volatili e stazionano importanti migratori.
Sono atti criminali per i quali non si può restare silenti, occorre denunciare ed oltremodo sensibilizzare residenti e visitatori a comunicare prontamente attraverso il numero di emergenza 112 l’insorgenza di roghi.
Una lotta combattuta giornalmente per mantenere e tramandare alle nuove generazioni un luogo di natura e cultura quale è la RNO Oasi del Simeto.


L'Oasi violata - Intervista al Direttore


Produzione: RAI - Servizio Tg3 del 17/09/2022

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3 - mercoledì 20 luglio 2022 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

Scoperti dal Wwf due nidi di ''Caretta caretta'' Mamma tartaruga ha deposto nell'0asi del Simeto

Se tutto andrà bene fra meno due mesi, sulle spiagge dell'Oasi del Simeto sbucheranno due nidiate di Caretta caretta.

foto articolo
Foto degli interventi

A garantire che tutto ciò accada nel rispetto dei tempi della natura i volontari del Wwf Sicilia nord orientale che hanno individuato due "nidi" il primo a San Francesco La Rena a nord del Simeto e il secondo a sud della foce del Benante e quindi a sud del Simeto. La scoperta è avvenuta l'altroieri ad opera della "pattuglia" del Wwf (in questo caso Antonio, Liliana, Andrea e Barbara) che controlla ogni giorno all'alba il litorale catanese alla ricerca di tracce di tartaruga.
Così, dopo l'ispezione dei nidi da parte della referenze del progetto in Sicilia, la biologa Oleana Prato, le rispettive aree sono state segnalate. Recintate e messe in sicurezza. Adesso questi nidi saranno sorvegliati fino alla schiusa delle uova, un servizio che, come di consueto, viene svolto assieme agli addetti alla vigilanza della riserva naturale "Oasi del Simeto".
«La riserva naturale "Oasi del Simeto" con i sui 9 chilometri di spiaggia resta una delle mete preferite dalla Caretta caretta - ricorda il direttore dell'Oasi, Gaetano Torrisi -. Questa specie "bandiera", oramai presente nell'immaginario collettivo, ha un'importanza strategica nella conservazione in generale della natura ed in particolare delle specie vegetali ed animali presenti negli habitat di spiaggia, dunali e retrodunali oltre che per la salvaguardia dei paesaggi naturali. Noi siamo felici della collaborazione con il mondo del volontariato ambientalista. Lavoriamo da anni con il Wwf Sicilia Orientale, perseguendo gli stessi obiettivi».
Principali "imputate" per la morte delle tartarughe. Le reti fantasma dei pescherecci che intercettano le Caretta caretta proprio nel momento in cui si avvicinano alla terraferma per deporre le uova. A ciò si aggiungono l'antropizzazione delle spiagge e la pratica illegale di scorrazzare con moto. Quad e fuoristrada sulle spiagge, cosa che crea gravi danni non solo ai nidi delle tartarughe ma anche a tutta l'avifauna della zona.

allegati alla News Scoperti dal Wwf due nidi di ''Caretta caretta'' Mamma tartaruga ha deposto nell'0asi del Simeto  Articoli: La Sicilia

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4 - mercoledì 6 luglio 2022 R.N.O. Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

Progetto Interreg Italia-Malta FAST - Fight Alien Species Tansborder

Evento intermedio presso l'Università di Malta

foto articolo
Foto degli interventi

Che successo!
Venerdì 1 Luglio 2022 le varie parti interessate al progetto FAST – responsabili politici, accademici, rappresentanti di ONG, studenti e persino insegnanti di scuola – si sono riunite di nuovo durante un evento intermedio, svoltosi sotto l'egida dell'Università di Malta, durante il quale sono stati presentati e discussi numerosi risultati del progetto. Questi includevano discussioni a distanza, sondaggi con i droni e campagne innovative di scienza dei cittadini!
Oltre a rafforzare ulteriormente un atteggiamento di collaborazione internazionale su questioni importanti come le specie aliene invasive, tali eventi servono anche ad ispirare i singoli collaboratori a portare avanti il progetto!
Per la Città Metropolitana di Catania il Dott. Agronomo Gaetano Torrisi nella qualità di direttore delle riserve naturali ha portato i saluti del Commissario Straordinario Dott. Federico Portoghese ed ha illustrato le peculiarità delle due aree protette in questione, l'Oasi del Simeto e il Fiume Fiumedreddo, mentre il Dr. Agronomo Umberto Troja ha presentato gli aspetti tecnico-scientifici relativamente agli interventi di campo che prossimamente si effettueranno al fine di contenere e/o eradicare specie aliene e rinaturalizzare le aree in questione.
Grazie ancora a tutti coloro che sono riusciti a partecipare!
Institute of Earth Systems - University of Malta; University of Malta; Interreg Europe; Università degli Studi di Catania; Città Metropolitana di Catania; Libero Consorzio Comunale di Ragusa; Agrikoltura

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5 - martedì 5 luglio 2022 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

DUE INDAGATI DALLA POLIZIA E DAL PERSONALE DELLE RISERVE NATURALI

Rimuovono i sigilli per costruire un immobile e una piscina abusivi nell'Oasi del Simeto
La struttura era stata già sequestrata 3 anni fa.
Trovati anche rifiuti pericolosi.

Due persone indagate in stato di libertà dalla Polizia all'Oasi del Simeto. I reati contestati sono violazione dei sigilli, abuso edilizio, deterioramento dell'habitat naturale e gestione e raccolta illegale di rifiuti speciali.
L'altro ieri agenti del Commissariato Librino e operatori addetti alle riserve naturali hanno effettuato controlli mirati alla tutela del sito protetto dell'Oasi del Simeto. Nella circostanza, è stata effettuata un'ispezione in un sito in cui la Polizia e il personale delle riserve naturali già negli anni 2019 e 2020 avevano ripetutamente contestato a una persona la realizzazione di opere abusive, volte all'edificazione di un immobile senza concessione. In tale occasione la struttura illegale venne sequestrata.
Venerdì è stato appurato che i sigilli messi in occasione del rilevamento dei precedenti abusi erano stati rimossi e, non curandosi della normativa di riferimento, erano stati completati e ampliati, ancora una volta senza alcuna concessione edilizia, due manufatti abusivi, recintando altresì un lotto di terreno con una piscina annessa.
Non solo, in questo lotto pari a 600 metri quadri circa, gli occupanti avevano cementificato 400 metri di terreno dov'erano accatastati cumuli di rifiuti che potevano rappresentare un potenziale danno per l'ambiente.
Gli occupanti dell'edificio abusivo, uno dei quali pluripregiudicato ed entrambi appartenenti a un nucleo familiare che percepisce il reddito di cittadinanza, sono stati indagati e l'intera area è stata nuovamente sottoposta a sequestro penale.

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6 - sabato 21 maggio 2022 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

Una domenica speciale per la ''biodiversità'' all'Oasi del Simeto

Una domenica nella natura per conoscere flora e fauna dell'Oasi del Simeto in occasione della Giornata mondiale della biodiversità proclamata dall'Onu

fauna dell'Oasi del Simeto
Fauna dell'Oasi del Simeto

Anche quest'anno l'Oasi del Simeto celebra la "Giornata mondiale della biodiversità”, proclamata il 22 maggio dall'ONU, preparandosi si ad accogliere un maggior numero di visitatori, che potranno passare una piacevole domenica nella natura e conoscere gli ambienti, gli animali e le piante della riserva naturale orientata, gestita dalla Città metropolitana di Catania. Sarà l'occasione per conoscere un patrimonio naturalistico e ambientale di grande valore, da tutelare e preservare assolutamente. Un notevole numero di vegetali ed animali, esempio eclatante di biodiversità, sono presenti nelI'Oasi del Simeto, il cui ingresso è al chilometro 108 della Strada statale 114, all'altezza del Centro polifunzionale "Torre Allegra".
Dall’ingresso si snodano diversi sentieri, che conducono vicino la spiaggia e alla foce del fiume, dove acqua dolce ed acqua salata si uniscono creando un habitat del tutto particolare, che favorisce la presenza di diverse specie animali. I tabelloni didattici installati lungo il percorso illustrano le caratteristiche delle specie rare. Leggendoli si apprende tanto - e questa è anche l'opportunità della giornata di domani - e si prende coscienza che la biodiversità è fragile, mentre la minaccia del cambiamento climatico è sempre più incombente a causa dell'incremento della concentrazione di gas serra, dell'aumento della temperatura e del livello del mare, dell'acidificazione degli oceani. Tutte condizioni che minacciano un habitat prezioso e fragile, e le specie che in esso vivono. Proprio allo scopo di aumentare la consapevolezza dei problemi legati alla biodiversità, quest'anno la "Giornata mondiale" è dedicata al tema "Il nostro cibo, la nostra salute e la nostra biodiversità”, con focus sulle carenze alimentari, catastrofiche a livello mondiale a causa della siccità e delle attuali condizioni geo-politiche.

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7 - mercoledì 18 maggio 2022 R.N.O. Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

Giornata Mondiale per la Biodiversità

Le Nazioni Unite hanno proclamato il 22 Maggio "Giornata Mondiale per la Biodiversità".

Il Pollo Sultano
Il Pollo Sultano

Anche per tale occasione la Riserva Naturale Orientata "Oasi del Simeto", gestita dalla Città Metropolitana di Catania, restera' aperta ai visitatori e fruibilie, come tutti i giorni comprese le domeniche, dall'alba al tramonto.

Dal parcheggio d'ingresso, posto sulla ex SS114 al km 108,2,che porta al Centro Polifunzionale "Torre Allegra" si snodano diversi sentieri, appositamente segnalati e con presenza di apposite bacheche informative sui valori nauralistici.

Sentieri tutti fruibili sia a piedi che in bici, senza particolari difficoltà, seguendo le indicazioni generali di sicurezza e di coportamento riportate anche sul sito che su appositi pieghevoli informativi.

Allo scopo di aumentare la comprensione e la consapevolezza dei problemi legati alla biodiversità, quest'anno la Giornata Internazionale della Biodiversità è dedicata al tema "Il nostro cibo, la nostra salute e la nostra biodiversità”.

Lo scopo è di evidenziare l'importanza della biodiversità per tutte le persone del pianeta l'impatto che la mancanza di tutela della natura può avere sulla sicurezza alimentare e sulla salute umana, le azioni che tutti noi possiamo e dobbiamo fare, ogni giorno dell'anno, per conservare, ripristinare e condividere equamente la natura e la miriade di benefici che fornisce agli esseri umani.L'attuale sistema alimentare mondiale è sempre più danneggiato. Miliardi di persone non hanno accesso a un'alimentazione corretta.

Etna
Etna da Torre Allegra

Circa un terzo di ciò che viene prodotto per il consumo umano diretto diviene rifiuto. Se si considera l’intero sistema alimentare lo spreco è di circa il 50% delle calorie prodotte. I modi in cui coltiviamo, trasformiamo, trasportiamo, consumiamo e sprechiamo cibo sono le principali cause dell’attuale allarmante perdita di biodiversità, contribuendo anche al cambiamento climatico.

Dobbiamo agire rapidamente per invertire queste tendenze e promuovere il "cambiamento trasformativo". Le soluzioni esistono come pure le politiche. Arrestando le pratiche dannose per l'ambiente, diversificando i nostri sistemi alimentari e promuovendo modelli di produzione e consumo più sostenibili, migliorando le diete e la salute riproduttiva, possiamo migliorare anche la salute globale, aumentare la sicurezza alimentare e rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici.

Ci sono molte cose che ognuno di noi può fare per conservare e utilizzare in modo sostenibile la biodiversità, fondamento per il nostro cibo e la nostra salute e per il benessere di tutti, quali per esempio:

  • ridurre il consumo di carne
  • acquistare e mangiare alimenti stagionali
  • acquistare cibi locali
  • ridurre lo spreco di cibo
  • compostare gli avanzi di cibo
  • ridurre gli imballaggi alimentari utilizzando sacchetti riutilizzabili o contenitori di vetro riutilizzabili
  • evitare plastiche monouso (cannucce di plastica, tazze per il caffè, posate di plastica, contenitori o bottiglie di plastica per l’acqua, ecc.)
  • promuovere la biodiversità locale e indigena (razze e varietà) per cibo e nutrizione. (Tratto da ISPRA)

Buona "Giornata Mondiale della Biodiversità"

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8 - lunedì 14 marzo 2022 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

Oasi del Simeto, dopo gli incendi estivi 500 mila euro per la riforestazione

I roghi del luglio scorso hanno devastato circa cento ettari nella zona protetta alle porte di Catania. A breve il bando per il recupero di dieci ettari, più avanti progetto per altri 80. Malgrado le criticità la riserva resta pienamente fruibile per i cittadini, dice il direttore Gaetano Torrisi

Oasi del Simeto. Foto © Pietro Nicosia
Oasi del Simeto. Foto © Pietro Nicosia

È ancora negli occhi e nella mente dei catanesi il devastante incendio del 30 luglio 2021 che, in un passaggio meteorologico “luciferino”, infierì in diverse zone dell’area sud di Catania. Ne venne coinvolta anche la Riserva naturale orientata “Oasi del Simeto”, ambiente umido vasto circa duemila ettari che si trova alla foce del principale fiume siciliano, luogo ideale per l’avifauna stanziale e per la sosta degli uccelli migratori lungo la rotta Africa – Nord Europa e viceversa. Quel rogo distrusse circa cento ettari di vegetazione e causò la perdita di una consistente parte della fauna e dell’avifauna presente. A sei mesi da quel terribile fatto, il ministero per la Transizione ecologica, tramite un bando, ha finanziato un progetto di cinquecentomila euro della Città metropolitana di Catania, ente gestore della riserva, che prevede la “riforestazione per rigenerazione e tutela ambientale” di circa 10 ettari in zona “B”, ricadenti in contrada “Torre Allegra” in cui si trova il centro polifunzionale della riserva, punto d’inizio dei sentieri di visita e luogo in cui si svolge l’attività di divulgazione in larga misura rivolta alle scuole. I lavori, che verranno aggiudicati tramite bando di gara, riguardano un’area attualmente a vegetazione spontanea erbacea e prevedono la messa a dimora di essenze autoctone sia arboree, sia arbustive, nonché la sistemazione di alcuni luoghi dedicati ai visitatori e la posa di nidi per la sosta e l’incremento delle specie passeriformi.

Progetto per ulteriori 80 ettari

“Sotto l’aspetto degli incendi, lo scorso anno è stato un anno eccezionale e non soltanto per l’Oasi del Simeto, ma per tutta la Sicilia – dichiara Gaetano Torrisi, direttore della Riserva Naturale Orientata “Oasi del Simeto –. È difficile riuscire a controllare da terra le fiamme che provengono e si propagano nell’area protetta da aree esterne, soprattutto in una giornata particolarmente afosa e con forte vento come quella del 30 luglio, nella quale Catania e l’intera isola erano assediate dal fuoco. In questo contesto si è data priorità con i mezzi aerei alle zone abitate”. Il progetto finanziato dal ministero non è il solo che riguarda la riforestazione dell’Oasi del Simeto. Un’altra azione, in tempi successivi, riguarderà un’area di 80 ettari ed è volta ad incrementare le specie stanziali e migratorie, favorire la vegetazione, migliorare l’habitat naturale e contenere le specie aliene. Interventi quanto mai necessari in una riserva costretta al contatto ravvicinato con l’uomo a causa dell’eccessiva antropizzazione che ne influenza la vita.

Assediata da case abusive

Se il concetto di riserva racchiude in sé il significato di ambiente naturale integro, l’Oasi del Simeto rappresenta un’anomalia poiché gli ambienti protetti si trovano a ridosso di villaggi e insediamenti nati abusivamente a pochi passi dal mare come case per le vacanze estive, in parte oggi trasformate in prime case. Le esigenze della riserva e quelle di residenti e villeggianti a volte sono inconciliabili e, alla luce dei fatti, gli incendi rappresentano soltanto uno dei problemi che affligge l’area protetta. La realtà parla di quindici villaggi e di 3.500 richieste di sanatoria edilizia. L’ente gestore, la Città metropolitana di Catania, galleggia praticamente in un limbo, sia per la riforma incompiuta delle ex province, sia per i ripetuti commissariamenti a causa della sospensione di Salvo Pogliese dalla carica di sindaco del capoluogo e, conseguentemente, di sindaco metropolitano. Una situazione difficile nella quale il personale opera al meglio con le risorse a disposizione.

Risorse limitate ma fruizione ricca

“La Città metropolitana deve fare i conti con la spending review che ha limitato le risorse anche per la sorveglianza delle riserve naturali e in questo contesto diviene difficile operare sempre con efficacia, anche se noi continuiamo a lavorare nonostante il personale ridotto in forza alla riserva e alla vigilanza – aggiunge Torrisi –. Per la prevenzione e la lotta agli incendi ospitiamo il servizio antincendio del Corpo forestale, mentre nella quotidianità collaboriamo con diverse associazioni. Negli ultimi anni la situazione all’Oasi del Simeto è nettamente migliorata e questo è sotto gli occhi di tutti: oggi possiamo contare su un centro polifunzionale sempre aperto, su una rete di sentieri percorribili a piedi e in bici, fruibile tutti i giorni dall’alba al tramonto e supportata da tabellonistica. Ma l’Oasi del Simeto deve confrontarsi con il contesto in cui si trova e che, con i quindici villaggi e con le migliaia di richieste di sanatoria ancora pendenti, è una sorta di città nella città in cui gli illeciti, nonostante vengano contrastati per quanto possibile, sono ancora frequenti”.

Costanti minacce per la biodiversità

Agli incendi e ai problemi antropici, si aggiunge una moltitudine di piccoli abusi che rappresenta una minaccia per la biodiversità: fuoristrada che scorrazzano lungo il sistema dunale, pascolo abusivo, immondizia a ridosso dell’area protetta. Molto spesso a denunciare gli abusi sono gli ambientalisti. “Le associazioni ambientaliste sono chiamate a dare un proprio fattivo contributo e, nel caso di segnalazioni di trasgressioni, ritengo che non sia sufficiente che i rappresentanti di un’associazione denuncino la presenza di fuoristrada solo sui social. Per contrastare gli eventuali illeciti – conclude il direttore della Riserva – penso sia più importante avvisare

Di Pietro Nicosia per “FocuSicilia” del 12 Marzo 2022

allegati alla News Oasi del Simeto, dopo gli incendi estivi 500 mila euro per la riforestazione  Articoli: FocuSicilia

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9 - lunedì 7 marzo 2022 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

CENSIMENTO UCCELLI ACQUATICI SVERNANTI NELLA RNO OASI SIMETO

Effettuato il 15/1/2022 a cura della Lipu Catania - G. Rannisi, L. Murabito, D. Grimaldi, F. Laspina.

Lago Gornalunga
Svasso maggiore 1, Cicogne 2, Canapiglia 7, Folaghe 20, Beccaccino 1, Pavoncelle 20, Gheppio 1,
Aquila minore 3, Falco di palude 3

Foce Simeto
Falco palude 1, Pavoncelle 100, Alzavole 7, Totani mori 2, Garzetta 1, Pettegola 1, Sparviere 1, Pispola 1,
Luì piccoli 50

Salatelle
Tuffetti 3, Airone cenerino 1, Alzavole 50, Germani reali 4, Mestoloni 120, Canapiglie 30, Codoni 6,
Pollo sultano 2, Folaghe 10, Porciglione 1, Beccaccini 30

Vecchia ansa
Svasso maggiore 5, Cormorani 50, Spatola 6, Garzetta 1, Aironi cenerino 9, Aironi bianchi m. 3,
Canapiglie 40, Mestoloni 105, Alzavole 90, Codoni 40, Moriglioni 70, Fischioni 20, Germani reali 50,
Folaghe 30, Pavoncelle 80, Falco pescatore 1, Falco palude 8

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11 - giovedì 10 febbraio 2022 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

PUBBLICATA UNA RICERCA SCIENTIFICA SULLA PRESENZA DI UN ORTOTTERO (BRACHYTRUPES MEGACEPHALUS) NELLA R.N.O. ''OASI DEL SIMETO''

Brachytrupes megacephalus

La ricerca conferma, malgrado la forte antropizzazione dell’area protetta, la presenza di un particolare Ortottero, ne indica la distribuzione ed individua linee guida al fine di preservare questa delicata specie. Essa può considerarsi una “specie bandiera” rispetto alla tutela degli Habitat e delle specie protette e la sua presenza è un’importante indicatore di biodiversità.
I ricercatori, integrando sofisticate tecniche di geolocalizzazione con campionamenti basati su interviste ai residenti, hanno censito e riportato su mappa la distribuzione in areali omogenei posti a Sud ed a Nord della foce.

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12 - giovedì 30 dicembre 2021 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

ATTIVITA' DI VIGILANZA NELLA RISERVA NATURALE ORIENTATA OASI DEL SIMETO

Quattro interventi per contrastare i pascoli abusivi nell'area di golena del fiume

foto articolo La Città metropolitana è da tempo l'ente gestore della Riserva naturale orientata "Oasi del Simeto": area protetta che rientra anche all'interno dei cosiddetti siti Natura 2000 di interesse comunitario "Zsc Ita 070001" e "Zps Ita 070029". Per questi siti obiettivo primario, perseguito dall'Unione europea, attraverso le proprie direttive comunitarie, è salvaguardare la loro integrità e migliorare la qualità dell'ambiente naturale, anche attraverso la conservazione degli habitat, della flora e della fauna selvatica. Consapevoli dell'importanza dei luoghi e della delicatezza del ruolo, il servizio di sorveglianza delle Riserve naturali della Città metropolitana ha da sempre contrastato i molteplici illeciti e reati perpetrati nei confronti dell'ambiente naturale protetto. Resta ancora vivo il terribile incendio con carattere doloso che ha interessato l'estate scorsa una vasta area dell'Oasi del Simeto. In quest'ambito il personale di vigilanza ha contrastato, nei confronti di quattro soggetti, le attività di pascolo abusivo perpetrate lungo l'area di golena del fiume in dispregio delle norme e dei regolamenti di riferimento. Attività illecite di cui è stata informata l'autorità giudiziaria.

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13 - martedì 12 ottobre 2021 R.N.O. Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

ANGUILLE E ''PUDDICINEDDA'': IL FESTIVAL DEL PESCATO ILLEGALE

Pescheria: controlli di Capitaneria e Carabinieri

La "pescheria" è mercato che affascina da sempre ma in cúi non tutto fila per il verso giusto. Ennesima dimostrazione arriva dai controlli eseguiti in tandem dalla Sezione di polizia marittima della Capitaneria di Porto e dal Nutleo carabinieri Cites, che hanno recuperato e posto sotto sequestro, esposte ancora vive all'interno di con-tenitori in polistirolò, 5 esemplari di anguilla europea (anguilla anguilla), ovvero specie in pericolo di estinzione. Il venditore, che non era in possesso di alcuna documentazione necessaria per la detenzione e la vendita del prodotto ittico, come previsto dalla convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, è stato deferito all'autorità giudiziaria competente.
Gli esemplari, dichiarati dal servizio-veterinario dell'Asp di Catania idonei per la reimmissione in natura, sono stati liberati nelle acque del fiume Simeto, all'interno della Riserva naturale orientata, ambiente naturale in cui è presente la specie nostrana di anguilla.
Nel corso dell'attività, in cui è stata posta particolare attenzione anche alla presenza sui banchi di tonno alalunga, oggetto di fermo biologico nei mesi di ottobre e novembre, nonché di pescespada, sono stati rinvenuti cinque "puddicinedda" (spadotti sotto misura), la cui pesca e la conseguente vendita sono vietate. Al commerciante è stata elevata una sanzione amministrativa di oltre 5 Mila euro.
Inoltre è stato trovato, accantonato e nascosto in una strada secondaria della pescheria, un carrello con saraghi, ombrine, pettini, tranci di pescespada e acciughe, in stato di abbandono e in cattivo stato di conservazione. Il pescato, dichiarato non idoneo al consumo umano dal personale dell'Asp, è stato distrutto, mentre circa 15 chili di pesce sono stati donati a un istituto di beneficenza cittadino.

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14 - sabato 9 ottobre 2021 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

WWF: ''URBAN NATURE'' ESCURSIONE NELL'OASI DOPO LUNGA GITA IN BICI

Promuovere un nuovo modo di pen-sare gli spazi urbani, dando più valore alla natura, e invitare amministratori e cittadini ad azioni virtuose per proteggere e incrementare la biodiversità. E' questo l'obiettivo di Urban Nature, Festa della Natura in città, che avrà il suo cuore nella riserva naturale orientata dell'Oasi del Simeto, dalle 10 alle 13, con escursione guidata dai volontari del Wwf. Appuntamento alle 8,45 in piazza Trento, da dove i partecipanti potranno avviarsi in bici verso l'Oasi (15 chilometri) o da dove sarà possibile imbarcarsi sugli autobus messi a disposizione dall'Amts.

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15 - mercoledì 4 agosto 2021 R.N.O. Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

QUI PROBLEMI ATAVICI MA APPARE EVIDENTE CHE IL SISTEMA E' IMPLOSO

Il Direttore Torrisi:
«non è certo questo il momento delle polemiche pittosto bisogna sollecitare nuove attenzioni per l'Oasi del Simeto chiedendoci tutti cosa abbiamo fatto per proteggere davvero la riserva»

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16 - lunedì 19 luglio 2021 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

OASI DEL SIMETO. LE TARTARUGHE CARETTA CARETTA HANNO SCELTO ANCORA DI NIDIFICARE NELL'AREA PROTETTA

Le tartarughe Caretta caretta hanno scelto ancora di nidificare nell’area protettaIl direttore dell’Oasi del Simeto, Gaetano Torrisi, rende noto che nelle mattine del 29 Giugno e del 5 Luglio, il dott. Carlo Camera del WWF Sicilia Nord Orientale e gli studenti universitari tirocinanti Rina Romania e Marco Chiodo hanno rivenuto due nidi di tartaruga marina caretta caretta all’interno della R.N.O. “Oasi del Simeto”, di cui la Città Metropolitana di Catania è l’Ente Gestore. In accordo con la Ripartizione Faunistico Venatoria di Catania, nella persona del Dott. Luigi Piccinini, è intervenuto Salvatore Garofalo, membro del Progetto Tartarughe del WWF Italia ed in possesso della necessaria autorizzazione ministeriale, per verificare la presenza delle uova. I nidi sono stati così prontamente messi in sicurezza con apposita recinzione e cartello di segnalazione.
Il ritrovamento è il risultato dell’attività di monitoraggio delle spiagge effettuato dal WWF  anche all’interno del Progetto “Nuova Oasi”, progetto che vede la riqualificazione dell’area protetta con la sinergica partecipazione di altre Associazioni ambientaliste no profit con dell’Ente gestore. L’Attività di monitoraggio viene effettuata nelle prime ore del mattino attraverso la ricerca delle tracce di emersione delle femmine di tartaruga marina appartenenti alla specie Caretta caretta (l’unica che nidifica sulle coste italiane), indispensabili per trovare i nidi.
La notizia, di indubbia rilevanza scientifica, dopo tre anni consecutivi di nidificazioni, ci dice della aumentata sensibilità ambientale degli abitanti della zona che hanno dimostrato di comprendere l’importanza della pulizia manuale della spiaggia e dell’importanza dell’attività di sorveglianza del personale di vigilanza della Città Metropolitana di Catania.
Non resta che aspettare la schiusa delle uova, che avverrà nella seconda metà di agosto, e confidare nella collaborazione di tutti i cittadini per la tutela di questa specie protetta a rischio di estinzione.

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17 - venerdì 14 maggio 2021 OASI SIMETO Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

L'OASI DEL SIMETO RITROVA GLI ACQUITRINI

Torneranno gli acquitrini nella riserva naturale Oasi del Simeto, a pochi chilometri da Catania. Proprio intorno alla fattoria trasformata da qualche anno nel centro polifunzionale dell'area protetta, un progetto, ammesso a finanziamento nei giorni scorsi, prevede la ricostituzione di un'area umida di circa 80 ettari. Verranno costruiti dei piccoli argini e verranno realizzate delle canalizzazioni dal vicino torrente Buttaceto, dove - fra l'altro- scarica acqua depurata l'impianto che serve una parte della città di Catania. Tutto questo per favorire la permanenza e la nidificazione dell'avifauna, proprio nella zona in cui invece negli anni trenta del Novecento vennero effettuate grandi bonifiche.

E' uno di quei ricorsi della storia che rende in maniera efficace il segno dei tempi che cambiano: "Questa riserva ha avuto una esistenza difficilissima - racconta il suo direttore Gaetano Torrisi- sin dalla costituzione avvenuta nel 1984 e quindi avere espropriato più di 200 ettari e poter oggi avviare una iniziativa così complessa di ripristino ambientale ci rende particolarmente soddisfatti". Il progetto prevede di impiegare circa un milione e mezzo di euro di fondi europei per aiutare la natura a riappropriarsi di un ambiente di cui era padrona sino alla bonifiche del periodo fascista. Allora si drenò la palude per combattere la malaria e per mettere a dimora la vigna proprio intorno alla masseria oggi utilizzata come centro polifunzionale dell'area protetta, in un'area che non a caso era chiamata Pantano d'Arci.

La ricostituzione degli acquitrini ( per la quale verrà utilizzato periodicamente anche un sistema elettrico di pompaggio) servirà in particolare a favorire la diffusione della nidificazione del pollo sultano: un'altra delle storie positive che hanno contraddistinto l'ultimo decennio della riserva, dopo la re-introduzione del caratteristico rallide avvenuta con esemplari portati dalla Spagna. Per altro verso il direttore dell'Oasi - gestita dall'Area metropolitana di Catania- ricorda la piaga delle oltre 3500 domande di sanatoria edilizia mai definite per abusi commessi entro i confini della riserva. Malgrado ciò oggi il visitatore trova, accedendo dalla statale Catania-Siracusa poco prima del ponte di Primosole, un ampio parcheggio attiguo al centro visite e due attrezzate zone di osservazione degli uccelli, una delle quali è stata realizzata nelle scorse settimane dal WWF grazie ad una donazione concessa dalla multinazionale STMicroelettronics. Inoltre l'ente gestore ha segnalato diversi itinerari, tutti percorribili anche in bici e a cavallo, uno di questi - di oltre 13 chilometri- segue l'attuale argine del fiume Simeto. Tutto ciò aspettando l'atteso progetto di rinaturalizzazione già finanziato.

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18 - giovedì 15 aprile 2021 R.N.O. Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

ALL'UNIVERSITA' DI CATANIA IL PROGETTO DI RICERCA ''FAST''

Metodi per contrastare specie aliene invasive nel mediterraneo

Sviluppare metodologie innovative e condivise, esportabili in altre aree del Mediterraneo, per contrastare l'introduzione, la naturalizzazione e la diffusione delle specie aliene invasive che arrecano danno alla biodiversità della Sicilia e dell'arcipelago maltese.

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19 - martedì 6 aprile 2021 R.N.O. Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

COMUNICATO STAMPA

Interreg MaltaNell’ambito del Programma INTERREG V-A ITALIA-MALTA 2014-2020 (call 02/19), giorno 16 aprile 2021 alle ore 10.30 si svolgerà l’incontro on line per il lancio e la presentazione del progetto FAST - Fight Alien Species Transborder, durante il quale saranno illustrati il contesto, le finalità e gli obiettivi del progetto.


Il progetto si inserisce nel quadro della strategia della Unione Europea rivolta al contrasto della perdita della biodiversità e del degrado degli ecosistemi, nonché al loro possibile ripristino all’interno del territorio dell’Unione.


Le invasioni biologiche sono il secondo più importante fattore di minaccia per la biodiversità e uno degli obiettivi di questa strategia è quello di contrastare l’introduzione e la naturalizzazione delle specie aliene invasive (IAS) e dei patogeni vegetali dannosi per le specie vegetali autoctone.
La problematica delle IAS deve essere affrontata su larga scala e con metodologie comuni e le zone transfrontaliere assumono particolare rilevanza per la maggiore facilità d’interscambio (aree ponte) e richiedono azioni urgenti.


Il progetto FAST, in piena coerenza con la strategia europea, si propone di contrastare l’introduzione, la naturalizzazione e la diffusione delle specie aliene invasive che arrecano danno alla biodiversità della Sicilia e dell’arcipelago maltese tramite: 1) il loro riconoscimento e la loro classificazione in scale di priorità; 2) il loro contenimento e/o eradicazione; 3) l’individuazione e la gestione dei pathways e dei veicoli di introduzione e diffusione; 4) l’elaborazione di linee guida e adozione di best practices, basandosi anche su 5) l’educazione e la comunicazione ambientale. Le attività di progetto avranno la durata di 30 mesi e si concluderanno nel maggio 2023.


Le azioni attive di contenimento/eradicazione e di rinaturazione saranno svolte all’interno di alcune aree protette (siti Natura 2000 e/o Riserve naturali siciliane): 1) Riserva Naturale Orientata “Oasi del Simeto” e 2) Riserva Naturale Orientata “Fiume Fiumefreddo” (Ente Gestore: Città Metropolitana di Catania); 3) Riserva Naturale Speciale Biologica “Macchia Foresta del Fiume Irminio” e 4) Riserva Naturale Orientata “Pineta di Vittoria” (Ente Gestore: Libero Consorzio Comunale di Ragusa);  5) L-Inhawi tal-Buskett u tal-Girgenti; 6) L-Inhawi tax-Xlendi u tà Wied Kantra e 7) Il-Maghluq ta' Marsaskala (Responsabile: Environment & Resources Authority - ERA).


La struttura del partenariato (Università di Catania, Ministry for Agriculture, Fisheries, Food and Animal Rights, University of Malta, Città Metropolitana di Catania, Libero Consorzio Comunale di Ragusa, con la partecipazione dell’Environment & Resources Authority (ERA) di Malta), consente di presidiare la qualità e l’efficacia delle soluzioni individuate sia sul piano delle metodologie che degli interventi di coinvolgimento e diffusione delle informazioni agli stakeholder e alla popolazione residente (Citizen Science). Un importante aspetto del progetto riguarda lo sviluppo di metodologie innovative e condivise, esportabili nel bacino del Mediterraneo.


Parteciperanno all’incontro: Prof. Francesco Priolo (Magnifico Rettore, Università di Catania), On. Dr. Anton Refalo (Ministro dell’Agricoltura, Pesca, Alimentazione e Diritti degli Animali, Malta); On. Dr. Aaron Farrugia (Ministro per l’Ambiente, il Cambiamento Climatico e la Pianificazione, Malta); On. Stefan Zrinzo (Segretario Parlamentare per i Fondi Europei); Prof. Ing. Saviour Zammit (Prorettore alla Ricerca e Trasferimento della Conoscenza, Università di Malta), Prof. Agatino Russo (Direttore, Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, Università di Catania), Dr. Salvo Pogliese (Sindaco Metropolitano, Città Metropolitana di Catania), Dr. Salvatore Piazza (Commissario straordinario, Libero Consorzio Comunale di Ragusa), Dr.ssa Maria Cristina Stimolo (Responsabile del programma INTERREG V-A Italia-Malta); Sig.ra Carmen Dalli (Direttore del Funds and Programmes Division, Malta).


Il progetto sarà illustrato nelle sue linee generali dal Prof. Giorgio Sabella, responsabile scientifico nella qualità di capofila (Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, Università di Catania), mentre il coinvolgimento e le azioni che verranno messe in atto dai singoli partner saranno trattate dai responsabili scientifici delle varie istituzioni: Sig. Dennis Sciberras (Direttore Plant Protection, Ministero dell’Agricoltura, Pesca, Alimentazione e Diritti degli Animali, Malta); Prof. David Mifsud (Dipartimento di Scienze Rurali e Sistemi Alimentari, Università di Malta); Dr. Gaetano Torrisi (Ufficio Riserve Naturali, Città Metropolitana di Catania), Dr.ssa Maria Carolina Di Maio (Ufficio Riserve Naturali, Libero Consorzio Comunale di Ragusa), Sig. Darrin Stevens (Environment & Resources Authority, Malta).

Concluderà i lavori l’intervento del Prof. Gian Pietro Giusso del Galdo (Direttore del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania).
Modererà l’incontrò il prof. Oscar Lisi (Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania), responsabile della comunicazione del progetto FAST.


L’evento è rivolto a: Autorità ambientali maltesi e italiane, addetti ai controlli doganali delle frontiere, enti gestori delle aree protette, enti di ricerca e tutte le categorie produttive che possono risentire negativamente dell’introduzione di specie aliene (es. agricoltori), studenti e docenti della scuola secondaria di secondo grado e dell’Università, associazioni ambientaliste, più in generale alla cittadinanza.


Per prenotarsi cliccare sul link: https://www.eventbrite.com/e/fast-fight-alien-species-transborder-evento-lancio-launch-event-tickets-149078829793

Per informazioni ed aggiornamenti sull’evento e sul progetto consultare il link alla pagina Facebook: https://www.facebook.com/Progetto-Interreg-Italia-Malta-FAST-Fight-Alien-Species-Transborder-102943165236717/

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20 - lunedì 1 febbraio 2021 R.N.O. Condividi su linkedin Condividi su tweet Condividi su linkedin Condividi su facebook

S'IMPANTANA CON IL FUORISTRADA ALL'OASI

articoloZona A del Simeto. Turista multato dalla Forestale per aver violato la zona rossa e le norme ambientali

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La Fauna

Gli ambienti che costituiscono l’Oasi del Simeto, ognuno per le proprie caratteristiche vegetazionali, offrono rifugio a una vasta varietà di uccelli, molti dei quali trovano qui le condizioni adatte per la nidificazione. Oltre alle specie stanziali è possibile osservare durante il passo primaverile e autunnale, molte specie migratorie, alcune delle quali si fermano per svernare.
Ogni ambiente ha i suoi frequentatori abituali, così sulla battigia si possono osservare specie diverse di gabbiani come: Il Reale (Larus michahellis), lo Zafferano (Larus  fuscus), il Comune (Larus ridibun dus) e il Corallino (Larus melanophalus).
I Limicoli come: il Piro piro piccolo (Actitis hypoleucos), il Gambecchio (Calidris minuta), la Pantana (Tringa nebularia) e il Corriere grosso (Charadrius hiaticula).
Altri ospiti del litorale  sabbioso sono: la raganella la Berta maggiore (Procellaria diomedea),  il Piovanello (Calidris ferruginea), l’Avocetta (Recurvirostra avosetta), la Beccaccia di mare (Haemathopus ostralegus), Fraticello (Sterna albifrons), il Mignattino (Chlidonias niger).
L’ambiente costituito dalle dune, per le sue particolari associazioni vegetazionali, è frequentato solo da alcune specie di uccelli, tra queste è facile notare: il Succiacapre   (Caprimulgus europaeus), la Sterna comune (Sterna hirundo), la Monachella Esemplare di Codone(Oenanthe hispanica) e il Trombettiere (Rhodopechys githaginea).
Gli ambienti palustri e fluviali, per la loro tipica vegetazione, ospitano la maggior parte dell’avifauna presente nell’Oasi. Ricordiamo il Germano reale (Anas platyrhynchos), il Mestolone (Anas clypeata), l’Alzavola (Anas crecca), il Codone (Anas acuta), il Fischione (Anas penelope), il Cormorano (Phalacrocorax carbo), la Nitticora (Nycticorax nycticorax), l’Airone bianco maggiore (Egretta alba), la Garzetta (Egretta garzetta), la Canapiglia (Anas strepera), il Moriglione (Aythya ferina), la Moretta (Aythya fuligula), la Pavoncella (Vanellus vanellus), il Piviere dorato (Pluvialis apricaria), il Chiurlo (Numenius arquata) e il Beccapesci (Sterna sandvicensis).
Durante la migrazione primaverile si può osseravare la Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides),  l’Airone rosso (Ardea purpurea), la Spatola (Platalea leucorodia), il Mignattino (Chlidonias niger), il Falco pescatore (Pandion haliaetus), la Pittima minore (Limosa lapponica) e il Forapaglie Castagnolo (Lusciniola melanopogon).

Durante il periodo estivo la Riserva ospita specie nidificanti a volte rare per la Sicilia come la Moretta tabaccata (Aythya nyroca), che nidifica tra le canne più folte, il Tarabusino la Cannaiola(Ixobrycus minutus), e la Nitticora (Nycticorax nycticorax), che predilige ambienti alberati in particolare i salici.
Grazie ad un recente intervento di reintroduzione, dal 2002 nidifica anche il Pollo Sultano (Phorphyrio porphyrio), un rallide dal piumaggio blu iridescente scomparso dalla Sicilia a partire dagli anni cinquanta.
Altre specie nidificanti sono: il Cavaliere d’Italia  (Himantopus himantopus), la Cutrettola capocenerino (Motacilla flava cinereocapilla), la Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus), il Pendolino (Remiz pendulinus), la Folaga (Fulica atra), il Fratino (Charadrius alexandrinus), il Martin Pescatore (Alcedo atthis), l’Usignolo di fiume (Cettia cetti) e la comune Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus).
Lo specchio di mare antistante il territorio della Riserva è frequentato dalla Sula (Sula bassana), dallo Svasso maggiore (Podiceps cristatus), dallo Svasso piccolo (Podiceps nigricollis) e dal Tuffetto (Podiceps ruficollis).
Interessante è la presenza costante in inverno del Falco di palude (Circus aeruginosus).

la GarzettaL’Oasi delSimeto oltre ad essere una zona umida di notevole importanza ornitologica è caratterizzata anche dalla presenza di piccoli mammiferi, insetti, rettili e anfibi.
A differenza dell’avifauna, le conoscenze di questi gruppi animali sono ancora oggi del tutto limitate.
Dei piccoli mammiferi il più diffuso è il Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus).
Molto cumuni sono i piccoli roditori come il Topolino delle case (Mus domesticus) e il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus). Sono presenti anche la Donnola (Mustela nivalis) e la Volpe (Vulpes vulpes). Meno diffuso è il Riccio (Erinaceus europaeus).
Alcuni insetti presenti nella riserva hanno una loro peculiare importanza.
Della famiglia degli Ortotteri si ricorda il Cicalone (Brachytrupes megacephalus), dei Coleotteri più importanti sono lo Scaritino (Scarites laevigatus) e lo Scaritone (Scarite buparius). Si può, inoltre, osservare il Pachypus caesus uno scarabeide endemico della Sicilia e la Poliphylla ragusai, un coleottero molto raro.
Dei rettili è nota la presenza del Colubro leopardino, della Natrice dal collare, del Biacco, delle Lucertole siciliane (Podarcis wagleriana e Podarcis sicula), del Ramarro e del Gongilo. Altra presenza particolarmente significativa è quella della Tartaruga di palude, oggi meno diffusa a causa della antropizzazione dei luoghi. Fino a pochi anni fa veniva a depositare le uova sugli arenili della foce del Simeto anche la famosa Tartaruga marina (Caretta caretta).
Infine per quanto riguarda gli anfibi è facile osservare il Rospo comune la Raganella e la Rana esculenta.

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La Vegetazione

Nonostante la persistente antropizzazione, il territorio entro cui ricade la Riserva Naturale Oasi del Simeto, è interessato da aspetti di vegetazione naturale di notevole pregio, tra cui taluni relitti del primitivo ecosistema palustre.la Santolina delle spiagge

Attualmente si possono riconoscere tre differenti tipologie:

1) Vegetazione dunale
Ad una certa distanza dal mare il cordone dunale presenta, oltre alle dune embrionali un irregolare complesso di dune consolidate dalla tipica vegetazione psammofila.
Gli aspetti, a volte poco differenziati, sono costituiti dai tipici elementi floristici di questi singolari ambienti.
La vegetazione pioniera costituita prevalentemente dalla Salsola Erba-cali (Salsola kali), dall’Euforbia delle spiagge (Euphorbia peplis), dal Poligono marittimo (Polygonum maritimum), dalla Nappola italiana (Xanthium italicum), riesce a fissare le prime dune, grazie alla presenza di numerose specie perenni quali la Gramigna delle spiagge (Agropyron junceum), la Violaciocca sinuata (Matthiola sinuata), lo Zigolo delle spiagge (Cyperus kalli) e la Santolina delle spiagge (Otanthus maritimus). Dove è minore il disturbo antropico si osservano rade dune consolidate dallo Sparto pungente (Ammophyla littoralis), che con i suoi densi e grossi cespi frena l’azione eolica sulle sabbie.

2) Vegetazione palustre
I pantani salmastri, spesso separati dal mare da esemplari di Tamerici (Tamarix gallica e africana) che stabilizzano il cordone dunale, si estendono nell’interno. È qui che predominano gli aspetti a Giunco pungente (Juncus acutus) e Pancrazioad Astro marino (Aster trifolium). Allorchè il suolo si presenta debolmente ricco di sali, periodicamente sommerso, predominano il Giunco marittimo (Juncus maritimus) e il Giunco maggiore (Juncus effusus).
Altrove e in condizioni di forte concentrazione salina nel suolo si ritrovano specie alofile quali la Salicornia radicante (Arthrocnemum perenne), la Salicornia europea (Salicornia europaea), la Salicornia glauca (Arthrocnemum glaucum) oltre alla Gramigna al  lungata (Agropyron elongatum), all’Atriplice portulacoide (Atriplex portulacoides), alla Festuca falascona (Festuca arundinacea) e alla Gramigna litoranea (Agropyron pungens).
Nelle zone non soggette a sommersione s’insedia: l’Assenzio arbustivo (Artemisia arborescens), l’Atriplice alimo (Atriplex halimus), la Suaeda fruticosa (Suaeda fruticosa) e la  Moricandia comune (Moricandia arvensis).

3) Vegetazione fluviale
Lungo le rive del Simeto s’insendia una tipica pianta degli ambienti umidi, la Cannuccia di palude (Phragmites australis), che viene sostituita, nei siti a lungo impaludati, dalla Lisca a foglie strette (Typha angustifolia).
Sugli argini, sottoposti a drastici prosciugamenti nel corso dell’estate, domina la Lisca marittima (Bolboschoenus maritimus) che sopporta pure una moderata salinità del suolo.
Le sponde più asciutte del Simeto ospitano lembi di vegetazione arbustiva che costituiscono interessanti popolamenti a Tamerici (Tamarix gallica) e a Salici (Salix alba).
Vaste aree della pre-riserva (zona B) sono interessate da coltivazioni a cereali, a foraggere e agrumi, qui si ritrova la vegetazione infestante le colture con i suoi  noti e mutevoli aspetti stagionali.

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L’Ambiente Fluviale

Le rive del fiume Simeto ospitano una vegetazione Igrofila in cui domina la Cannuccia d’acqua (Phragmites australis) che costituisce una tipica associazione di questi ambienti spesso a carattere monofitico. I siti sottoposti a prosciugamento l'elegante Cavaliere d'Italianel corso dell’estate sono caratterizzati da, più o meno, estesi Scirpeti,associazioni meno igrofile che sopportano anche una modesta salinità del suolo. Sono purefrequenti, nonostante il notevole disturbo antropico, delle formazioni boschive a Tamerici (Tamarix africana e gallica) a cui spesso si associano interessanti Saliceti. Di notevole interesse la presenza, lungo il medio corso del Simeto, di una entità di Salice endemica (Salix gussonei).
In questo ambiente trovano rifugio molte specie di uccelli nidificanti, in particolare la Moretta tabaccata (Aythya nyroca), il Porciglione (Rallus aquaticus), il Tarabusino (Ixobrychus minutus), l’Airone rosso (Ardea purpurea), la Cannaiola (Acrocephalus scripaceus), l’Usignolo di fiume (Cettia cetti), il Pendolino (Remiz pendulinus) che nidifica nella boscaglia di salice e recentemente, grazie alla sua reintroduzione dopo l’estinzione in Sicilia avventura negli anni cinquanta, nidifica anche il Pollo Sultano (Phorphyrio porphyrio).  L’area della foce costituisce inoltre un luogo di sosta per le specie migratorie. In questo ambiente sono osservabili anche altre specie animali, molte delle quali vivono a stretto contatto con l’acqua, come gli Anfibi di cui ricordiamo la Rana verde minore (Rana esculenta), la Raganella (Hyla arborea) e il Rospo comune (Bufo Bufo).

Tra i Rettili è nota la presenza della Testuggine d’acqua (Emys orbicularis), del Gongilo (Chalcides ocellatus), del Biacco (Coluber viridiflavus) e della Biscia dal Collare (Natrix natrix). Dei roditori è possibile notare l’Arvicola terrestre (Arvicola terrestris). 

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L’Ambiente Palustre

Il cordone dunale separa dal mare alcuni pantani salmastri, che sono spesso protetti da grossi esemplari di Tamerici (Tamarix gallica e africana) in grado di stabilizzare le dune e proteggere le depressioni palustri.
Nella fascia più esterna dei pantani si riconoscono alcuni Giunchi (Juncus acutus e maritimus).
In alcune aree la presenza di isolati esemplari di sclerofille indica situazioni favorevoli alla ricostituzione della vegetazione originaria.la Moretta tabaccata
Interesse paesaggistico e scientifico destano talune sparute presenze di Olivastro (Olea europaea var. Oleaster), Lentistico (Pistacia lentiscus) e Fillirea (Phillyrea latifolia).
Interessante la presenza di entità nitrofile e alonitrofile.
In prossimità del Gornalunga e nelle zone vicine alla costa si osservano più o meno salicornieti.
Questi aspetti sono dominati, nel periodo primaverile-estivo, dalla presenza della Salicornia europea (Salicornia europea). Invece nei terreni prevalentemente limosi e argillosi e meno salmastri predominano gli aspetti a graminacee (Agro-pyron elongatum e pungens) Frequente pure un aspetto a macchia bassa con Atriplice alimo (Atriplex halimus).
Particolarmente interessante è l’avifauna osservabile in questo ambiente. Priolo e Ciaccio riportano fra le presenze importanti quella del Fenicottero (Phoenicopterus ruber), della Canapiglia (Anas strepera), della Pavoncella (Vanellus vanellus), del Gufo di palude (Asio flammeus) e del Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus).
Talune segnalazioni riguardano pure la presenza di piccoli mammiferi, rettili e anfibi legati agli ambienti umidi.

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L’Ambiente Dunale

È circoscritto dagli aspetti dunali e retrodunali.
Questi ultimi sono in massima parte interessati da rimboschimenti con essenze solo in parte autoctone.
Il vero ambiente dunale, nonostante la presente azione antropica, conserva ancora taluni aspetti divegetazione psammofila, Dunacaratterizzata dalla presenza di specie pioniere ed edificanti delle dune (Agropyron junceum, Ammophila Gineprolittoralis, Pancratium maritimum, Echinophora spinosa).
Particolare interesse, ai fini degli interventi di ripristino ambientale,hanno i relitti di vegetazione retrodunale che potrebbero evolvere verso la formazione di macchia a Lentisco (Pistacia lentiscus),a Fillirea (Phillyrea angustifolia e latifolia)e a Olivastro (Olea europaea var. oleaster).
Di rilevante importanza la presenza, in passato, di Ginepro coccolone (Juniperus macrocarpa).
Per questa entità è in corso un intervento di reintroduzione.
Questo ambiente è frequentato, inoltre, da una peculiare avifauna tra cui si annovera la Berta maggiore (Procellaria diomedea), il Beccapesci (Sterna paradisea), il Mignattaio (Plegadis falcinellus) e la Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides).
Notevole la presenza dei Gabbiani: Corallino e Corso (Larus melancocephalus e Larus sudcunii).
Un elemento caratteristico della Riserva è dato da alcuni insetti (sia Ortotteri che Coleotteri) che vivono nelle aree dunali, in particolare si ricorda il Cicalone (Brachytrupes megacephalus), lo Scaritino (Scarites laevigatus) e lo Scaritone (Scarites buparius).

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La Presenza Umana

Le molteplici attività svolte dall’uomo nell’area protetta, soprattutto quelle a partire dagli anni ‘50, hanno in buona parte trasformato e ridotto l’ambiente naturale originario. Della vasta zona umida retrodunale indicata come Pantano di Catania, principalmente a seguito della rettifica del corso finale del Fiume Simeto, oggi resta ben poco.
la GarzettaModifiche sono state apportate con la realizzazione di una rete di canali, che originariamente smaltivano acque piovane (Canali Buttaceto, Jungetto, ecc.), e che oggi scaricano anche acque reflue.
Anche i passati interventi di rimboschimento con l’uso di essenze vegetali non tipiche della zona quali
l’Eucalipto, il Pino ecc., hanno modificato l’ambiente naturale originario. Solo di recente è in corso una riconversione con l’uso di specie autoctone.
Ma l’attività dell’uomo che ancora oggi mette in seria difficoltà la salvaguardia e il perseguimento delle finalità istitutive della riserva, risiede nella presenza di centinaia di costruzioni abusive, aggregate in diversi villaggi, realizzati a partire dagli anni ‘70 e situate in parte a ridosso, o addirittura a lambire, la zona di riserva integrale.
I conseguenti impatti negativi sono molteplici: ad esempio basti pensare che, l’assenza di una pianificazione urbanistica e l’uso di criteri tipologici costruttivi non omogenei ha determinato, al di la della conseguente eccessiva pressione  antropica nell’area protetta, un eccessivo degrado percettivo. Elevata vulnerabilità degli ambienti sottoposti a tutela con gravi alterazioni, è data dagli eccessivi prelievi idrici che gravano lungo tutto il corso del fiume Simeto.
Giova infine ricordare le attività agricole che, se da un lato in passato hanno trasformato e ridotto aree naturali originarie, dall’altro hanno sicuramente garantito la cura del paesaggio ed evitato l’abbandono dei terreni con conseguenti effetti negativi (incendi, cementificazione, ecc.).


Testi a cura dell'Ufficio Riserve Naturali, illustrazioni di Santo Pappalardo.

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Ente Gestore

Città Metropolitana di Catania
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